Bari, la storia del Bar Gonnella: da 100 anni "faro" del rione San Cataldo
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giovedì 2 aprile 2026
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di Gaia Agnelli - foto Rafael La Perna
Uno storico esercizio commerciale che siamo andati a visitare, facendo la conoscenza dell’attuale proprietaria, la 70enne Mariella Gonnella, nipote del fondatore Diego Emanuele. (Vedi foto galleria)
Dal lungomare Starita, una volta arrivati nei pressi del Cus, giriamo a sinistra su via Adriatico. Qui, di fronte all’ex Cto, si trova il bar, il cui nome è scritto in blu su un’insegna bianca, seguito dalla dicitura “dal 1926”.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Mariella ci viene incontro indicandoci subito la vetrina del suo locale, con festoni che celebrano i 100 anni dell’esercizio, accompagnati da un quadro con su incollate alcune foto antiche. (Vedi video)
«Tutto nacque nel 1926, quando i miei nonni Maria e Diego Emanuele aprirono un chioschetto in cui vendevano gelati preparati con il ghiaccio delle neviere - spiega la signora Gonnella -. La bancarella si chiamava “Gelateria Parigina” e si trovava sul lungomare Starita, di fronte all’attuale sede della Nautica Ranieri. Sulla strada loro misero anche delle panchine, per consentire a chiunque fosse di passaggio (soprattutto marinai) di fermarsi a gustare un cono di fronte all’Adriatico».
Il chiosco si spostò poi nella vicina via Caprera e infine tra via Massaua e via del Faro, fin quando la coppia decise di dotarsi di una struttura fissa e permanente. Fu così che nel 1951 nacque il vero e proprio bar, che fu ospitato in quello che era l’ex deposito di lavorazione del tabacco “Di Lorusso”.
Mariella ci invita ad entrare nel locale. Ci ritroviamo in un ambiente rimasto fermo nel tempo, con un arredamento “vintage” risalente agli anni 60. C’è un pavimento in graniglia scura, soffitto a cassettoni, legno che riveste le pareti e bancone con rilievi geometrici.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
«All’inizio non si chiamava Bar Gonnella – sottolinea la donna mostrandoci una foto con l’insegna originaria che recitava genericamente “Birra Peroni” –. Ma si vendeva di tutto. Anche perché era l’unico bar di tutto il rione e quindi divenne ben presto un punto di riferimento per i residenti di tutte le età».
Nel 1964, quando Diego Emanuele venne a mancare, fu il figlio Michele (padre di Mariella) a prendere in gestione l’esercizio commerciale.
«Papà all’inizio voleva fare altro - spiega la figlia -. Nel 1947 mio nonno gli aprì anche un chioschetto che vendeva aranciata Cortese di fronte al porto, ma lui decise di partire per Milano in cerca di fortuna. Poi però quando mio nonno morì, si sentì in dovere di tornare qui per prendere in mano le redini dell’attività».
Michele si diede da fare. Rinnovò il locale (dandogli l’aspetto attuale), introdusse il Totocalcio, creò una sala giochi con flipper e calciobalilla e mise un jukebox all’ingresso. Inoltre aumentò l’offerta dei prodotti, inserendo una sua invenzione: il gelato di riso.
«La cosa bella fu però che il Gonnella divenne un bar tutto al femminile – spiega la proprietaria –. Mio padre aveva infatti sette sorelle che di fatto si alternavano nella gestione del locale. E poi c’eravamo io e mia sorella Lia, che pur essendo piccole aiutavamo la famiglia. Venivamo dopo la scuola e tra le nostre prime mansioni c’era quella di portare i caffè ai dipendenti dell’ospedale Cto, che si trovava qui di fronte».
All’epoca ciò che più divertiva Mariella era la cabina telefonica che si trovava all’interno del bar. «Tra un caffè e una birra origliavo tutte le telefonate che i ragazzi facevano alle loro prime fidanzatine – confessa –. Spesso qui chiamavano anche le mamme: non vedendo i figli tornare a casa ci cercavano per capire se fossero ancora al bar. Quest’atmosfera ci rendeva tutti una grande famiglia, in un’epoca in cui San Cataldo era solo mare e campagna: un rione che si animava solo quando c’era la Fiera del Levante o giocava il Bari nel vicino Stadio della Vittoria».
A proposito di calcio, negli anni 80 Michele pensò bene di coinvolgere i ragazzi del quartiere in un torneo cittadino. La maglia della squadra di San Cataldo era blu con le strisce bianche e naturalmente al centro riportava la scritta: Bar Gonnella.
«Nel 1995 mio padre andò però in pensione e a prendere in mano il bar ci pensai io - conclude Mariella -. In questi trent’anni ad aiutarmi c’è stato mio marito Piero, che recentemente è venuto a mancare. Ora c’è mio figlio Gaetano, che non so però se vorrà proseguire l’attività un domani. Preferisco non pensarci. So solo che qui mi sento a casa e sto bene. E poi entra sempre qualcuno a farmi compagnia, soprattutto i miei clienti storici: quelli che ho visto crescere e che considerano il bar Gonnella il secondo "faro" di San Cataldo».
(Vedi galleria fotografica)
Nel video (di Gaia Agnelli) la nostra visita allo storico Bar Gonnella:
© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita
























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